L’Associazione GAV (trasformatasi in Fondazione GAV, nel 2004) nasce da un gruppo di giovani, raccoltisi intorno alla figura carismatica di don Marino Pigozzi che, il 28 agosto 1968, costituiscono un’associazione denominata “Giovani Amici Veronesi”, con sede in Verona. È in questo primo periodo che il gruppo matura la convinzione che il lavoro è, insieme all’esperienza di vita comunitaria, la terapia, più efficace, che libera e salva dall’emarginazione e dalla dipendenza.

Con il passare degli anni si accentua sempre più l’impegno sociale nei confronti delle persone bisognose, senza alcuna distinzione o pregiudizio.

Nel primo periodo di vita l’Associazione GAV organizza a Verona un Centro Incontro per persone emarginate, un’attività d’assistenza a carcerati ed ex carcerati e una Casa Famiglia, che ancora oggi accoglie e assiste giovani con problematiche socio-familiari.

 

GOVERNANCE

PRESIDENTE – FLORINA REVERSI - da sempre accanto a don Marino, continua a dedicare la sua vita al sostegno degli altri

VICE PRESIDENTE – LUCA MIGNOLLI – Avvocato veronese, cresciuto in oratorio a Montecchio, dove don Marino era parroco

CONSIGLIERE – ROMANO RIZZOTTO – Geologo e grande Amico di don Marino, da 50 anni diffonde il suo messaggio

CONSIGLIERE – FRANCESCO MARTARI - Dirigente ULSS in pensione è uno dei “ragazzi di San Nazaro” dove tutto ha avuto inizio

CONSIGLIERE – RAFFAELLO SPERI – Imprenditore veronese e Amico stretto di don Marino fa ad oggi parte del Comitato dei festeggiamenti per i 50 anni della Fondazione GAV

 

LA MISSION

Il Gruppo GAV (Giovani Amici Veronesi), crede fermamente che il lavoro, un tetto, un pasto caldo e il sollievo dalle sofferenze psicofisiche siano diritti fondamentali di tutte le persone. Purtroppo, ancora oggi, chi perde il lavoro, la casa o la salute perde anche la dignità e la stima in se stesso e, spesso, non trova risposte alle sue richieste di aiuto. GAV è nata ed esiste per dare una risposta concreta, ed offrire così l’occasione di un nuovo inizio, a uomini, donne e famiglie che si trovano ad affrontare queste difficoltà, aprendo le sue porte a tutti coloro che chiedono sostegno, attraverso l’ascolto e la successiva attivazione di percorsi di reinserimento lavorativo e occupazionale di tipo agricolo e artigianale, l’avvio di progetti riabilitativi residenziali o diurni in Comunità Alloggio e l’accoglienza in emergenza abitativa.