LASCITI TESTAMENTARI IN BENEFICENZA
- Il futuro delle persone che sosteniamo ogni giorno può contare anche su un gesto speciale.
- Scegliere di sostenere la Fondazione GAV attraverso un lascito testamentario significa compiere un atto di straordinaria generosità. È un modo per dare continuità ai propri valori di solidarietà, trasformando il proprio patrimonio in un’opportunità concreta di futuro, accoglienza e autonomia per le persone più fragili della nostra comunità.
- Contattaci al numero 0458343217 o all’indirizzo email gruppogav@fondazionegav.org.
Scegli di esserci per sempre!
LA TESTIMONIANZA DI UN AMORE CONCRETO
- La storia di Paola Gambaro Ivancich
- Paola Gambaro (1914-1996), è stata pioniera dell’entomologia agraria e della biologia per lo sviluppo della lotta integrata in agricoltura. Laureata in scienze naturali conseguì anche la laurea in medicina e chirurgia, senza tuttavia esercitarla. Conclusi gli studi focalizzò la sua ricerca sui fitofagi che colpivano i fruttiferi, la vite e le fragole. Utilizzò le sue tenute agricole a Negrar e, in seguito al matrimonio con il tecnico agrario Mario Ivancich (nel 1957), quelle di Raldon come laboratori di ricerca a cielo aperto. Grazie a questo approccio pratico, divenne la prima in Italia a dimostrare che l’uso indiscriminato di trattamenti antiparassitari causava la proliferazione di acari fitofagi distruggendo i loro predatori naturali. Nel corso della sua carriera, individuò anche i pericoli legati ai lepidotteri tortricidi delle fragole negli anni Sessanta e dimostrò l’attività acaricida di determinati anticrittogamici sulla vite, ottenendo nel 1985 un importante riconoscimento dalla Comunità Europea.
- Paola Gambaro e suo marito erano entrati in contatto con il mondo della GAV in modo del tutto fortuito. Pur non avendo all’interno della propria famiglia persone con disabilità, la coppia aveva iniziato a frequentare le comunità della Fondazione GAV, rimanendo profondamente colpita da quell’atmosfera calda e familiare che si respirava e si respira ancora oggi. Questo legame spinse Paola e Mario a impegnarsi in prima persona con il volontariato e sostenere la Fondazione attraverso donazioni regolari.
Il suo lascito testamentario è stata una conseguenza naturale di un percorso di profonda vicinanza umana. - Lei che si definiva “la dottoressa delle piante malate” e per mezzo secolo ha fatto ricerche sulle rotture, spesso irreparabili, che avvengono nell’ecosistema, ha deciso di fare un lascito a Fondazione GAV perché altri, dopo di lei, continuassero a lavorare su altre rotture e altri equilibri spezzati per ricostruirne di nuovi.
- Paola ha deciso di lasciare una piccola parte di sè in un progetto che proseguisse oltre la sua vita.
- “Ricordarsi degli altri con un dono nel proprio testamento è un modo per esserci per sempre”





“Il centro di Oppeano è stato intitolato a loro perché la dott.ssa Paola, alla sua morte, ci ha donato la casa e tutta le terra intorno perché sia utilizzata per le persone più deboli.”
Un ospite del Centro “Gambaro Ivancich”